Brexit: chiarimenti dal Fisco


Fermo restando l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, la società residente nel Regno Unito non perde lo status di esportatore abituale ai fini Iva e se passa dall’identificazione diretta alla rappresentanza fiscale, senza soluzione di continuità, può effettuare acquisti senza Iva utilizzando il plafond maturato in capo al numero identificativo Iva utilizzato prima della Brexit (Agenzia Entrate – risposta 19 aprile 2021, n. 260).

A partire dal 1° gennaio 2021, agli scambi commerciali con il Regno Unito, a seguito del suo recesso dalla Unione Europea si applicano le regole e le formalità di natura fiscale e doganale in vigore con i Paesi terzi.
In base alla normativa IVA, il soggetto non residente (UE o extra-UE) che effettua in Italia operazioni rilevanti ai fini IVA, può adempiere ai relativi obblighi o esercitare i relativi diritti nominando un rappresentante fiscale residente nel territorio dello Stato o, in alternativa, identificandosi direttamente.
In particolare, per i soggetti extra-UE la possibilità di identificazione diretta è prevista per i soggetti non residenti, che esercitano attività di impresa, arte o professione in un Paese terzo con il quale esistono strumenti giuridici che disciplinano la reciproca assistenza in materia di imposizione indiretta.
A riguardo, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che anche i soggetti passivi stabiliti nel Regno Unito possono accedere all’istituto dell’identificazione diretta al fine di assolvere gli obblighi ed esercitare i diritti in materia di IVA in Italia, in alternativa alla nomina di un rappresentate fiscale.
Ne consegue che gli operatori del Regno Unito che già dispongono in Italia di un rappresentante fiscale IVA o di un identificativo IVA, nominato o rilasciato antecedentemente al 1° gennaio 2021, possono continuare ad avvalersene per le operazioni interne.
In riferimento al trasferimento del plafond IVA dal numero d’identificazione diretto del soggetto non residente al rappresentante fiscale, è corretto consentire al rappresentante fiscale della società di utilizzare il plafond IVA maturato in capo al numero identificativo IVA che è stato utilizzato ante Brexit della medesima società.