Contratto di espansione: la natura e le caratteristiche dell’intervento di CIGS


L’intervento di CIGS collegato al Contratto di espansione è da ricondurre alla causale della riorganizzazione aziendale, in quanto uno dei criteri istruttori riguarda la necessaria previsione del recupero occupazionale dei lavoratori interessati alle sospensioni o riduzioni di orario, nella misura minima del 70% (art. 1, co. 1, lett. f), D.M. n. 94033/2016), anche attuato con il riassorbimento presso unità diverse della stessa impresa o di imprese terze. Di qui, l’applicazione del contributo addizionale, l’operatività del termine decadenziale per il conguaglio dei trattamenti, l’esclusione di dirigenti, lavoratori a domicilio, apprendisti di 1° e 3° livello dai lavoratori beneficiari del trattamento (Inps, circolare 03 settembre 2020, n. 98)


Come noto, il contratto di espansione si rivolge alle imprese con organico superiore alle 1.000 unità, già rientranti nell’ambito di applicazione della Cigs, che si trovino nella necessità di intraprendere percorsi di reindustrializzazione e riorganizzazione, con conseguenti modifiche strutturali dei processi aziendali, per recepire e sviluppare attività lavorative a contenuto più tecnico. Per utilizzare lo strumento contrattuale, le aziende devono avviare una procedura di consultazione sindacale finalizzata alla stipula ed alla sottoscrizione del contratto di espansione in sede governativa, con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e le associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale oppure con le loro rappresentanze sindacali aziendali (RSA) o con la rappresentanza sindacale unitaria (RSU). Il contratto consente alle imprese di immettere forze nuove nel proprio organico e, parallelamente, avviare un percorso di riqualificazione e di aggiornamento delle competenze professionali del personale in forza, difficilmente utilizzabile in maniera produttiva in conseguenza dello sviluppo tecnologico avviato. A tal riguardo, le imprese dispongono di due opzioni:
– con i soggetti che si trovino a non più di 5 anni dalla pensione di vecchiaia o da quella anticipata e che hanno maturato il requisito minimo contributivo, concordare un’uscita anticipata dall’azienda, attraverso la risoluzione dei rapporti di lavoro. Per tale fattispecie di interruzione del rapporto di lavoro, il datore di lavoro è tenuto al versamento del c.d. ticket (art. 2, co. 31, L. n. 92/2012);
– per i lavoratori che non possono aderire allo scivolo pensionistico, al fine di garantire loro un’adeguata attività formativa, procedere a riduzioni orarie con ricorso al trattamento straordinario di integrazione salariale.
Ai fini del requisito occupazionale, rileva la media dei lavoratori occupati nel semestre precedente la data di presentazione della richiesta di intervento di integrazione salariale, ivi inclusi i periodi di sosta di attività e di sospensioni stagionali; per le aziende di nuova costituzione, analogamente ai casi di trasferimento di azienda, il requisito si determina in relazione ai mesi di attività, se inferiori al semestre. Il computo deve riguardare la singola impresa, anche se articolata in più unità aziendali dislocate sul territorio nazionale, e non i gruppi di imprese o i raggruppamenti temporanei di imprese (RTI). Devono essere ricompresi i lavoratori di qualunque qualifica, non applicandosi gli specifici criteri di computo previsti per i lavoratori a tempo determinato (art. 27, D.Lgs. n. 81/2015), mentre sono esclusi i lavoratori somministrati, i tirocinanti e gli stagisti. Il lavoratore assente, ancorché non retribuito, è escluso dal computo solo nel caso in cui in sua sostituzione sia stato assunto un altro lavoratore, poichè in tal caso è computato il sostituto.
In merito alla natura dell’intervento di Cigs, esso è riconducibile alla causale della riorganizzazione aziendale (art. 21, co. 1, lett. a), D.Lgs. n. 148/2015), considerato che il programma di formazione deve contenere la previsione del recupero occupazionale dei lavoratori interessati alle sospensioni o riduzioni di orario, nella misura minima del 70% (art. 1, co. 1, lett. f), D.M. n. 94033 del 13 gennaio 2016), anche attuato con il riassorbimento presso unità diverse della stessa impresa o di imprese terze. Di qui, l’applicazione del contributo addizionale, l’operatività del termine decadenziale per il conguaglio dei trattamenti (artt. 1, 5 e 7, D.Lgs. n. 148/2015), l’esclusione delle seguenti tipologie di lavoratori da quelli beneficiari del trattamento di Cigs:
– dirigenti;
– lavoratori a domicilio;
– apprendisti con contratto differente da quello di tipo professionalizzante.
Altresì, ai fini dell’accesso alla misura, i lavoratori beneficiari devono possedere, presso l’unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento, un’anzianità di effettivo lavoro di almeno 90 giorni alla data di presentazione della relativa domanda di concessione.
L’intervento straordinario di integrazione salariale può essere richiesto per un periodo non superiore a 18 mesi, anche non continuativi, e non è conteggiabile nel quinquennio di riferimento, in deroga a limiti di durata complessivi e specifici (artt. 4 e 22, D.Lgs. n. 148/2015). In ogni caso, tale periodo rileva ai fini della determinazione dell’aliquota contributiva del contributo addizionale nel caso in cui l’azienda sia autorizzata a fruire di altri periodi di integrazione salariale ordinaria o straordinaria nel quinquennio mobile.
Per tutti gli eventi di Cigs gestiti con il sistema del “Ticket”, le aziende devono indicare il codice evento “CSR” (“Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria Richiesta”), sia in caso di Cassa Integrazione richiesta e non ancora autorizzata, sia dopo aver ricevuto l’autorizzazione; altresì, deve essere indicato il codice “T” in <TipoEventoCIG>.
Per il conguaglio delle prestazioni anticipate, i datori di lavoro espongono il codice “L046”, avente il significato di “Conguaglio CIGS per aziende art. 41 D.lgs. n. 148/2015 (contratto espansione)”, nell’elemento <DenunciaAziendale>, <ConguagliCIG>, <CIGAutorizzata>, <CIGStraord>, <CongCIGSACredito>, <CongCIGSAltre>, <CongCIGSAltCaus>, e l’importo posto a conguaglio nell’elemento <CongCIGDAltImp>.
Per quanto riguarda l’esposizione degli importi dovuti a titolo di contributo addizionale, i datori di lavoro utilizzano il nuovo codice causale “E602”, avente il significato di “Ctr. Addizionale CIG Straordinaria D.lgs 148/2015 art. 41 (contratto espansione)”, presente nell’elemento <CongCIGSCausAdd> di <ConguagliCIG>, <CIGAutorizzata>, <CIGStraord>, <CongCIGSADebito>.

Foto di Andrew Neel su PEXELS